UNIVERSITA’ AGRARIA
DI
VIVARO ROMANO

PROVINCIA DI ROMA


REGOLAMENTO D’ESERCIZIO

DEGLI USI CIVICI

PASCOLO E LEGNATICO

 

 

 


Approvato dal C. di A. in data 04 luglio 2009


                  Regolamento di esercizio degli Usi Civici
di Pascolo e Legnatico

Premessa
La stesura di questo regolamento scaturisce dall’esame del territorio, delle sue potenzialità e dall’uso tradizionale che viene esercitato dalla popolazione locale. Esso riguarda solo la proprietà dell’Università Agraria di Vivaro Romano a vocazione agro – silvo – pastorale ed  ha come scopo l’equilibrio tra la fruizione dei boschi e dei pascoli e la loro perpetuazione e conservazione nel rispetto dei principi delle dinamiche naturali che sono in continua evoluzione e sono influenzate dall’utilizzo del territorio.
I cambiamenti socio – economici che ci sono stati dopo gli anni 50 hanno portato ad una forte contrazione delle attività rurali; gli ecosistemi si sono evoluti verso le formazioni forestali che hanno colonizzato i pascoli e gli antichi seminativi con un elevato aumento della superficie forestale.  Resta comunque inalterato il diritto di uso civico sulle proprietà rurali dell’ente. 

Articolo 1
Scopi e finalità
E’ compito dell’Università Agraria amministrare e valorizzare in modo indiviso tutto il patrimonio civico organizzandone l’uso nel quadro delle consuetudini e delle tradizioni.
Questo Regolamento, quindi detta i principi per armonizzare le esigenze che nascono dall’amministrare la protezione e la conservazione del territorio secondo “criteri ecologici e di razionale zootecnia montana” con le esigenze che scaturiscono dal diritto tipico “dell’uso civico di pascolo e di legnatico da parte della popolazione residente” sulle terre di demanio civico comprese nel territorio dell’ Università Agraria nel quadro delle consuetudini, delle tradizioni e dei regolamenti esistenti. È sempre in tal senso che devono essere intese anche le eventuali preclusioni al pascolamento che l’ente può stabilire per alcuni pascoli o boschi di Uso Civico soprattutto quando le formazioni forestali sono in rinnovazione; per i cedui si prevedono almeno sei anni di preclusione al pascolo dopo il taglio di fine turno oppure fino a quando i polloni non hanno raggiunto l’altezza di 4,5metri; dieci anni per le fustaie dopo il taglio di sementazione o fino a quando la rinnovazione non ha raggiunto l’altezza di 4,5metri, al fine di tutelare e conservare la natura e gli ecosistemi naturali. Le terre collettive, infatti, hanno rappresentato e rappresentano ancora la soluzione all’insopprimibile esigenza di vita delle popolazioni residenti, che nel passato è stata caratterizzata dal soddisfacimento dei bisogni primari anche per le persone più povere, mentre oggi si contraddistingue con l’esigenza di un ambiente più sano e più naturale per l’uomo e per le sue fonti alimentari. L’uso di questi terreni, quindi, resterebbe comunque Civico, sebbene si apra una nuova tipologia rispetto agli usi civici tradizionali.
Questo Regolamento, pertanto, è un regolamento di norme tecniche per un Uso Civico del diritto di pascolo e legnatico sulle  terre di demanio civico comprese nel territorio che protegga e conservi l’ambiente anche per perpetuare l’uso civico stesso.

Articolo 2
Regolamenti generali per l’esercizio degli Usi Civici
L’Università Agraria di Vivaro Romano, amministratore  delle terre del demanio civico, provvede a redigere   questo regolamento redatto ai sensi dell’art. 43 del regolamento 26/2/1928, n. 332, per l’applicazione della L. 16/6/1927, n. 1766 sul riordinamento degli Usi Civici. E’ compito preciso di questo regolamento stabilire i principi per concedere l’esercizio del pascolo e del legnatico sui  beni civici ai titolari dei diritti componenti la Collettività locale (di seguito: “aventi diritto”), e i principi per l’uso delle terre del demanio civico per altre attività diverse dai consueti usi civici ad esempio le attività turistico ricreative che si possono eseguire nei boschi e nei pascoli. E’ ancora compito di questo regolamento stabilire quale sia il “fabbisogno” familiare soprattutto oggi che è  ridotto il numero delle famiglie che ancora allevano animali per uso familiare e/o aziendale, oppure stabilire, e poi accertare, quali siano le esigenze familiari e aziendali a differenza di quelle industriali e/o commerciali e stabilire le modalità per accertare detto fabbisogno e ogni altro diritto di godimento. In esecuzione di ciò si stabilisce che il fabbisogno familiare per l’allevamento degli animali è stabilito in n. 2 bovini adulti e n. 10 ovi caprini e n. 2 suini; mentre per la raccolta delle legna caduta
50 quintali a famiglia oppure 13 metri steri; a questa si può aggiungere anche quella consegnata a domicilio tramite il taglio colturale di fine turno dei cedui eseguito per questo scopo dall’Ente. Per esercitare questo diritto di raccolta della legna caduta non è necessario il pagamento di alcuna somma in denaro ma solo la comunicazione da parte del cittadino avente diritto all’Università Agraria specificando i dati identificativi dei mezzi  che verranno utilizzati per l’esbosco e per il trasporto. Per il pascolo, l’allevatore, dovrà fare denuncia all’Ente dei capi di bestiame  e dichiarare la località dove si intende  esercitare il pascolo. Oltre alla raccolta delle legna secca che può svolgere l’avente diritto sull’intera proprietà dell’Università Agraria l’Ente ha destinato una parte dei boschi proprio ai tagli di uso civico dove si provvede su iniziativa dell’Ente al taglio colturale di fine turno del ceduo, all’esbosco ed al trasporto della legna da ardere a misure normali (tronchetti della lunghezza di circa 1,0m e del diametro mediano compreso tra 3 e 30,0cm) fino all’abitazione dell’avente diritto (a domicilio) che ne avanza richiesta, egli è tenuto a corrispondere solo l’importo dei lavori eseguiti dall’impresa boschiva che ha appaltato il lavoro di utilizzazione forestale e le spese tecniche di progettazione. Ad ogni avente diritto vengono consegnati a domicilio circa 30,0 quintali di legna ad un prezzo agevolato inferiore a quello di mercato. I boschi indicati preferibilmente per l’uso civico sono le zone denominate La Riservata, Macchiole, Paghetto e Capistrello che è costituita dalle particelle del Piano di Gestione ed Assestamento Forestale n. 46-31-24b-24a-18-14-9-5-2-4-23-42 che si estendono per una superficie complessiva di 166,65ettari. Esse sono state scelte poiché costituite da boschi governati a ceduo a prevalenza di carpino nero, ornello, cerro e roverella specie forestali adatte per fornire legna da ardere per uso domestico di buona qualità in particolare poiché si sviluppano su pendii calcarei fortemente permeabili quindi questa legna è utilizzabile anche subito dopo il taglio; mentre tutti gli altri boschi a prevalenza di castagno e cerro sono preferibilmente utilizzabili per la vendita mediante asta pubblica alle ditte boschive che operano nel settore come è stato da sempre e tradizionalmente eseguito. Anche le particelle preferibilmente assegnate per il taglio finalizzato all’uso civico possono essere vendute alle imprese boschive qualora le richieste degli aventi diritto siano poco numerose e la superficie produca più legname di quello effettivamente utilizzabile dai cittadini. Non è obbligatorio per l’Ente eseguire annualmente questo taglio.


Articolo 3

Titolari del diritto di Uso Civico di pascolo e legnatico
Sono titolari del diritto di uso civico di pascolo e legnatico i cittadini residenti nel comune di Vivaro Romano iscritti nelle liste elettorali.

Articolo 4
Beni gravati dal diritto di uso civico
Sono gravati dal diritto di uso civico tutti i fondi agro-silvo-pastorali di proprietà o comunque amministrati dall’Università Agraria di Vivaro Romano.

Articolo 5
Norme generali di godimento
L’utilizzazione delle terre gravate da uso civico avviene in conformità della loro destinazione colturale: il prato permanente si utilizza con lo sfalcio e poi il pascolamento; il pascolo si utilizza con il pascolamento; il seminativo tramite la normale coltivazione ed il pascolo, il bosco se pascolabile si utilizza con il pascolamento e per la raccolta della legna caduta a terra.
Nessuna suddivisione in quote fisse e fisicamente delimitate sono da concedere agli aventi diritto  per l’utilizzazione delle terre del demanio civico; l’utilizzo deve esercitarsi in comunione entro la proprietà dell’Università Agraria. Nel caso del pascolo è possibile assegnare precise  zone alle aziende agricole che ne avanzano richiesta in esse è possibile solo il pascolo e la coltivazione nel rispetto dei metodi tradizionali ed eco compatibili. La durata può essere annuale,  pluriennale o quinquennale ed è soggetta al pagamento di un canone che stabilirà l’ente proprietario. Il titolare non può accampare diritti di proprietà che resta inalienabile.

Articolo 6
Limitazioni al godimento
Al fine di garantire la conservazione delle utilità dei fondi rustici e la tutela dell’ambiente naturale, per evitare abusi o forme di degrado l’uso del pascolo può e solo se si verificano le dovute condizioni essere sottoposto a limitazioni per quanto riguarda le superfici, i periodi di pascolo e il carico di bestiame.
Annualmente l’Ente può stabilire le zone in cui è permesso il pascolo durante la stagione della monticazione del bestiame e le zone in cui il pascolo è eventualmente temporaneamente sospeso per motivi di tutela, di conservazione e di tipo scientifico.
Annualmente può stabilire, le aree in cui è permesso lo sfalcio, indicando per ciascuna area la località, la superficie interessata e il periodo dello sfalcio.
Ai fini della conservazione e della tutela dell’ecosistema pascolo il pascolamento può esercitarsi  dal 15 maggio al 15 ottobre per i pascoli situati ad una quota superiore ai 1200m s.l.m. il carico massimo ammissibile è di 0,8 UBA (Unità di Bestiame Adulto) per ettaro. Per sopraggiunte cause naturali non prevedibili o forme di degrado  l’Università Agraria può interdire temporaneamente il pascolamento in determinate zone o in toto e modificare la durata della stagione pascoliva. Sono esclusi dal pascolo tutti i boschi percorsi dal fuoco o colpiti da calamità naturali per un periodo di 15 anni dall’evento calamitoso.

 


Articolo 7
Concessioni e registro degli animali al pascolo
Annualmente l’Ente  redige il proprio registro degli animali al pascolo nel quale sono indicati:
- le generalità degli assegnatari e, per ciascuno di essi, il tipo di bestiame, la specie, il numero di capi, i loro estremi identificativi, la durata del pascolamento, la zona assegnata completa di estensione e dati catastali.
- le generalità degli assegnatari delle eventuali concessioni di sfalcio o coltivazione per ciascuno di essi, l’esatta individuazione del prato richiesto e l’importo della fida per ciascun allevatore.

Articolo 8
Richieste di autorizzazione
Annualmente  l’allevatore deve avanzare domanda di concessione del pascolo all’Università Agraria e nella domanda deve indicare: le proprie generalità, quelle del personale addetto alla custodia del bestiame al pascolo, il numero di capi di bestiame complessivo, la località dove esercitare il pascolo, il numero del registro di stalla e le certificazioni sanitarie che dimostrano la buona salute degli animali, i dati identificativi numero del marchio auricolare o micro cips o altro perchè il bestiame al pascolo deve essere sempre identificabile e riconducibile al proprietario e la ricevuta dell’avvenuto pagamento della Fida e quanto occorrente per la compilazione del registro degli animali al pascolo. L’ente esaminata la richiesta e la capacità del pascolo provvede a rilasciare l’autorizzazione all’allevatore dove viene specificato il periodo di pascolo in assenza di ciò vale il periodo riportato nel Regolamento della Regione Lazio n.7/2005 e quanto in esso contemplato in materia di pascolo.

Articolo 9
Consegna e riconsegna del pascolo
Contestualmente a ciascuna autorizzazione al pascolo rilasciata solo se in regola con gli aspetti sanitari e l’identificazione del bestiame l’Università Agraria può richiedere il pagamento di una fida pascolo per il bestiame eccedente a quello stabilito nell’art.2.
La quota viene stabilita dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente.

Articolo 10
Durata dell’autorizzazione
La durata dell’autorizzazione è annuale e limitata al solo periodo di pascolo che costituisce la stagione della monticazione del bestiame, l’autorizzazione non è cedibile ad altri pena l’immediata decadenza della stessa.

Articolo 11
Sospensione dell’autorizzazione
L’Università Agraria ha la facoltà di sospendere l’autorizzazione quando l’allevatore sia responsabile in caso di danni ai beni del demanio civico e/o all’ambiente naturale, l’inosservanza delle direttive sulla sorveglianza dei pascoli, l’inosservanza delle norme del presente Regolamento e di quello Regionale e di quanto indicato nei propri atti autorizzativi, può sanzionare anche il singolo allevatore qualora faccia un uso improprio dei pascoli montani. Lo stesso principio vale per chi ha fatto un uso improprio del legname raccolto ad esempio destinandolo ad usi commerciali, abbia abbattuto alberi verdi , arrecato danni al bosco durante le operazioni di esbosco o trasporto.

Articolo 12
Contributi per la fida pascolo
L’Università Agraria può richiedere finanziamenti o finanziare con fondi propri o ottenuti dalla gestione del patrimonio civico le opere di miglioramento e di pianificazione della proprietà pubblica.

Articolo 13
La gestione dei beni gravati da uso civico avverrà tramite il piano di gestione ed assestamento forestale adottato con deliberazione del consiglio di amministrazione dell’università Agraria n. 16 del 25/07/2008 dove sono indicati i metodi selvicolturali per i boschi e di pascolamento  specificando il carico ottimale e sostenibile dai pascoli. Ad integrazione di questo piano valgono le leggi forestali in vigore.

Articolo 14
Sorveglianza dei pascoli 
L’Università Agraria tramite il proprio personale di vigilanza o il C.F.S. può vigilare sul corretto utilizzo dei beni civici oppure rivolgersi ad esperti di fiducia che eseguono monitoraggi e controlli sullo stato di conservazione e fruizione.

Articolo 15
Custodia del bestiame
Ciascun allevatore e proprietario deve garantire che il bestiame sia custodito da personale idoneo con le modalità adeguate ai diversi sistemi di pascolamento ed indicarne il nominativo e le generalità nella richiesta di fida..

Articolo 16
commissioni
L’Università Agraria può istituire una Commissione per i pascoli e per i boschi
essa è un organo tecnico che cura l’applicazione delle norme del presente Regolamento e le direttive di gestione eco compatibile stabilite nei piani di assestamento forestale o delle leggi in vigore ed inoltre:
1) La Commissione per i pascoli da il parere alle concessioni di sfalcio e/o di pascolo degli assegnatari per l’anno corrente.
2) La Commissione per i pascoli indica le zone in cui è permesso il pascolo durante la stagione della monticazione del bestiame e le zone in cui il pascolo è eventualmente temporaneamente sospeso per motivi di tutela, di conservazione e di tipo scientifico.
3) La Commissione per i pascoli indica le aree in cui è permesso lo sfalcio, indicando per ciascuna area la località, la superficie interessata ed il periodo consigliato per l’eventuale sfalcio.
4) La Commissione per i pascoli indica le aree di bosco in cui è permesso il pascolo indicando anche il periodo del pascolo.
5) La Commissione per i pascoli indica il periodo di pascolo che costituisce la stagione della monticazione del bestiame ed il periodo in cui il pascolo non è ammesso sebbene le diverse consuetudini.
6) La Commissione per i pascoli indica il carico di bestiame cioè il numero massimo di capi per ogni tipologia di bestiame, che possono pascolare per la durata della stagione di pascolamento nel territorio.
7) La Commissione per i pascoli può indicare il sistema di pascolamento da adottare nel corso della stagione di monticazione e le modalità necessarie per la corretta applicazione del sistema di pascolamento prescelto.
8) La Commissione per i pascoli indica l’eventuale integrazione alimentare del bestiame al pascolo.
9) La Commissione per i pascoli può indicare dove e quando sia utile e necessaria la mandratura, il decespugliamento, le concimazioni, il pascolamento differito e/o interrotto,  e ogni altro lavoro e iniziativa per la conservazione e il miglioramento dei prati-pascolo..
10) La Commissione per i pascoli indica le direttive per la sorveglianza dei pascoli.
11) La Commissione per i pascoli indica il minimo ed il massimo entro cui possono variare le sanzioni pecuniarie alle violazioni del presente regolamento e indica l’ammontare delle singole sanzioni.
12) La Commissione per i pascoli indica all’Università Agraria le proposte, denunce e reclami degne di considerazione tra quelle scritte sull’apposito registro opportunamente predisposto.
13) La Commissione per i pascoli, entro il 31 dicembre di ogni anno, elabora una relazione sulla stagione pascoliva appena trascorsa, ponendo rilievo sulla quantità e specie di bestiame immesso, sulla durata effettiva della stagione, sui lavori eseguiti e miglioramenti apportati al pascolo, sulle sanzioni comminate e su ogni altra notizia zootecnica e congiunturale.
14) La Commissione per i pascoli valuta anche le eventuali richieste di immissione sui pascoli di animali non tipici dei luoghi come nel caso delle sperimentazioni zootecniche
Qualora non venga istituita la commissione l’Ente può procedere tramite la giunta ed il consiglio.

Articolo 17
Il pascolo delle capre
Il pascolo delle capre è regolato dalle normative vigenti comunque per questo animale con evidenti abitudini alimentari da brucatore verranno destinate aree con vegetazione cespugliosa, boschi adulti, zone tendenzialmente piu’ scoscese e preferibilmente aree prossime o vicine alle strade ed alla fasce anti incendio per valorizzare la loro funzione nei confronti della lotta attiva agli incendi boschivi come il pascolamento gli stessi principi possono essere applicati nel caso del pascolo di asini.

Articolo 18
Pascolamento in bosco
Sono temporaneamente esclusi dal pascolo, a qualunque sorta di animali, i terreni boscati il cui soprassuolo sia stato sottoposto a taglio di fine turno o a ricostituzione o danneggiato da eventi calamitosi o dall’eccesso di pascolamento.
Nei boschi esclusi al pascolo è vietato far transitare o comunque immettere animali, essendo consentito il solo transito degli equini lungo la viabilità esistente e per motivi di lavoro o di turismo. Sono possibili soluzioni alternative e moderne comunque migliorative da applicare in campo zootecnico come le recinzioni mobili o i punti di abbeverata.

 

 

Articolo 19
Raccolta di erba tramite sfalcio
L’erba sfalciata dagli aventi diritto dovrà essere destinata unicamente al consumo del bestiame pascolante, debitamente inscritto nel Registro degli animali al pascolo come integrazione alimentare da consumarsi esclusivamente nei luoghi dello sfalcio e/o aree immediatamente limitrofe o immagazzinata come fieno per il consumo invernale.

Articolo 20
Il pascolo del bestiame pericoloso
Ai fini dell’incolumità è vietato lasciare sciolti al pascolo tori, equini, ovini ed altri animali che abbiano il vizio di cozzare, calciare o mordere, se non in opportune aree di pascolo che siano convenientemente recintate da efficienti chiudende, anche mobili, in modo da rendere impossibile la fuoriuscita del bestiame.

Articolo 21

Interventi di gestione
I programmi e gl’interventi di gestione sui beni per diritto di Uso Civico, volti a conseguire la migliore tutela, conservazione, manutenzione e valorizzazione degli stessi, sono stabiliti dall’Università Agraria con appositi progetti di miglioramento e conservazione che possono essere proposti anche da persone esterne, l’Università Agraria può chiedere agli allevatori o ad altri aventi diritto un contributo per progetti o interventi finalizzati alla pianificazione, alla conservazione, alla manutenzione e la valorizzazione dei loro beni di Uso Civico compresi nel proprio territorio.

Articolo 22
Recinzioni
È possibile previa autorizzazione recintare zone di pascolo o zone interdette a questa attività ai fini della tutela, della sicurezza e della migliore fruizione. Le recinzioni mobili, di qualsiasi tipologia, devono essere rimosse a fine stagione mentre quelle fisse vanno realizzate con metodi e materiali eco compatibili come staccionate in legno non trattato, filo spinato, rete, muretti a secco e siepi con specie vegetali tipiche dei luoghi. Le recinzioni devono prevedere passaggi (ad esempio scalandrini) per la fauna selvatica e non disturbare o impedire gli spostamenti di essa.

Articolo 23
Identificazione del bestiame
Tutto il bestiame al pascolo deve essere sempre identificabile in modo da riconoscerne il proprietario, i codici di riconoscimento devono essere sempre portati dagli animali e ben distinguibili per tutta la stagione del pascolo.

Articolo 24
Attività permesse con l’Uso Civico di pascolo e legnatico
L’Uso Civico di pascolo nel suo significato propriamente detto comprende l’utilizzo delle risorse erbacee del terreno finalizzato all’alimentazione del bestiame, l’abbeveraggio degli animali, l’uso di fontane di acqua potabile, la sistemazione in loco del personale addetto alla cura del bestiame durante il periodo di pascolo, l’utilizzazione di frascami e legna morta per il riscaldamento, per la cottura degli alimenti e per la trasformazione dei prodotti animali. L’uso civico di legnatico permette la sola raccolta della legna naturalmente caduta da utilizzare per il riscaldamento domestico nelle abitazioni site nel territorio comunale è vietato l’utilizzo per scopi commerciali ed il trasporto fuori dal territorio comunale. È fatto divieto assoluto di tagliare alberi in piedi, polloni anche se secchi. Ai fini della tutela e della conservazione il presente Regolamento detta le norme anche per il pascolamento in bosco e per la raccolta di erba mediante sfalcio, sempre sui beni di uso civico.

Articolo 25
Immissione del bestiame al pascolo
Nei prati pascolo di Uso Civico del territorio dell’Università Agraria potrà essere immesso soltanto il bestiame degli assegnatari così come indicato nell’annuale Registro degli animali al pascolo.
Articolo 26
Ulteriori immissioni di bestiame al pascolo
Gli animali acquistati dagli aventi diritto dopo la compilazione del Registro degli animali al pascolo  potranno essere iscritti nel registro degli animali al pascolo stesso già approvato a condizione che non si sia raggiunto il limite massimo del carico di bestiame sostenibile per la stagione corrente.
Le richieste per tali nuove iscrizioni, vanno presentate all’Università Agraria la quale potrà autorizzarne l’immissione se in regola con i permessi sanitari e con il carico sostenibile. Qualora il pascolo per gli  allevatori locali sia sufficiente e si noti erba non consumata e sottocarico di pascolo l’Università Agraria può affittare ad allevatori esterni i pascoli che vanno indicati in precisi lotti pattuendo con essi un congruo compenso su base annua. Gli allevatori esterni sono tenuti a rispettare  tutte le norme igieniche e sanitarie e non immettere al pascolo un numero di animali diverso da quello indicato nel contratto di affitto e non pascolare fuori del lotto assegnato.
 
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Articolo 27
Norme igienico-sanitarie
L’immissione degli animali al pascolo deve avvenire con il rispetto delle vigenti norme in materia igienico-sanitaria, veterinaria e forestale.

Articolo 28
Pascolamento vagante
Ai sensi della normativa vigente, è sempre assolutamente vietato il pascolamento vagante e brado caratterizzato da animali sempre sul pascolo senza alcun controllo e limitazione, in quanto tale sistema di pascolamento degrada facilmente il pascolo verso una condizione di sovraccarico.

Articolo 29
Sistema di pascolamento
Ai fini della tutela, della conservazione e del miglioramento delle caratteristiche naturali e/o prossimo-naturali dei prati – pascolo e dei pascoli, annualmente L’Università Agraria può stabilire, su indicazione della Commissione per i pascoli se istituita o tramite i propri uffici il sistema di pascolamento da adottare nel corso della stagione:
- pascolamento guidato (il gruppo di animali è mantenuto su una determinata superficie dal controllo del pastore).
- pascolamento continuo estensivo o pascolamento libero (il carico animale è commisurato all’intera disponibilità foraggiera dei periodi meno favorevoli e la durata della stagione pascoliva è stabilita non superiore a 60-80 giorni);
- pascolamento continuo intensivo (il carico è fatto variare in funzione dell’intensità di crescita dell’erba con ampliamenti e restringimenti della superficie a disposizione degli animali, mediante apertura e chiusura degli accessi alle sezioni);
- pascolamento turnato (l’area complessiva è suddivisa in un certo numero di sezioni su ciascuna delle quali gli animali stazionano soltanto per un solo periodo definito, consentendo all’erba un periodo di ricrescita indisturbata);
- pascolamento turnato a rotazione (è come il pascolamento turnato, ma sono consentite ulteriori utilizzazioni delle sezioni );
- pascolamento razionato (le sezioni di pascolo sono dimensionate per le esigenze della mandria relative ad una sola giornata o ad una sua parte);
L’Università Agraria può stabilire le modalità necessarie per la corretta applicazione del sistema di pascolamento prescelto.

Articolo 30
Norme generali per la conservazione dei pascoli
Il pascolo dell’erba deve essere accurato e completo sull’intera superficie del lotto, senza provocare danno alla cotica erbosa. Senza la definizione e realizzazione delle opportune sezioni per i diversi sistemi di pascolamento, è autorizzato soltanto il pascolamento guidato oppure il pascolamento controllato continuo estensivo.

Articolo 31
Iniziative per il miglioramento dei prati-pascolo
Si possono intraprendere da parte degli allevatori previa autorizzazione dell’Università Agraria le seguenti iniziative finalizzate al miglioramento dei pascoli: La mandriatura (dei bovini) e stabbiatura (degli ovini) notturna si può effettuare soltanto su aree a pendenza limitata per mezzo di recinzioni mobili; devono essere previsti circa 3-4 m2 per notte per ogni capo bovino o equino e circa 1 m2 per notte per ogni capo ovino o caprino; l’area deve essere ruotata ogni 2 o 3 giorni.
Le aree dei pascoli invase da arbusti di modesta taglia possono essere gestite mediante la tecnica degli alti carichi istantanei (50-100 animali per ettaro per almeno 25.000 kg di Peso Vivo) al fine di ottenere contemporaneamente un elevato prelievo poco o nulla selettivo, un’azione di calpestamento delle specie arbustive da eliminare e la restituzione delle deiezioni. È ammessa la combinazione di specie animali diverse (bovini , caprini, ovini, equini) per un effetto più immediato sugli arbusti e migliorativo per l’insediamento delle specie erbacee tipiche dei pascoli.
Sono ammesse le concimazioni azotate mediante integrazione alimentare (aumenta la restituzione dell’azoto attraverso le deiezioni, la qualcosa favorisce la competizione delle graminacee); è altresì ammesso l’apporto di sali fosfatici monosodici e monocalcici solo mediate rulli collocati nei punti sale sul pascolo (per ottenere effetti positivi sono sufficienti anche modesti arricchimenti di fosforo al suolo).
Per migliorare la copertura e la qualità del cotico, si può ricorrere al pascolamento differito (per ottenere un maggiore apporto di semi delle specie desiderate, facendo avanzare la granigione e la disseminazione) associato a utilizzazioni razionali e intense (per consentire una migliore germinazione del seme), oppure si può ricorrere al pascolamento interrotto (per evitare un’eccessiva disseminazione delle specie più precoci che non sempre presentano le migliori caratteristiche pabulari).


Articolo 32
Realizzazione d’infrastrutture di tipo precario
Durante la stagione del pascolamento, gli assegnatari possono essere autorizzati dall’ Università Agraria con la quale verrà anche concordato il luogo del posizionamento, a realizzare infrastrutture di tipo precario, da utilizzarsi esclusivamente per il riparo degli addetti ai lavori e per il ricovero e la custodia del bestiame.
Con analoghe modalità, potranno essere predisposte altre infrastrutture precarie quali abbeveratoi per il bestiame, recinzioni, recinti per la cattura, incastrini per tener fermi gli animali durante interventi terapeutici e altro, punti per la distribuzione del sale e punti per il riposo. Al termine della stagione del pascolamento, gli assegnatari dovranno rimuovere tutte le infrastrutture di che trattasi.

Articolo 33
Percorribilità delle strade e sosta con autoveicoli
Agli assegnatari è permesso di transitare con veicoli a motore sulle strade di accesso ai terreni pascolivi e di sostare presso i ricoveri del bestiame.
Al fine di consentire il controllo dei veicoli gli assegnatari dovranno fornire all’Università Agraria i dati identificativi dei mezzi utilizzati l’Università Agraria può rilasciare delle autorizzazioni al transito che dovranno essere portate sempre al seguito ed esposte sul veicolo.

Articolo 34
Diffusione delle informazioni
Tutte le disposizioni e indicazioni sui pascoli e sulla raccolta della legna secca sono rese note mediante pubblicazione nell’albo pretorio dell’Università Agraria.

Articolo 35
Sanzioni
Gli assegnatari del pascolo e/o dello sfalcio dell’erba che si sono resi responsabili d’infrazioni alle norme del presente regolamento, sono soggetti a sanzione.
La sanzione pecuniaria sarà commisurata alla gravità dell’infrazione e sarà variabile tra un minimo ed un massimo oltre alla sanzione pecuniaria in casi di reiterato malo comportamento sarà sempre applicata anche la sanzione accessoria che può portare alla sospensione dell’esercizio del diritto di Uso Civico per un periodo di tempo compreso tra uno e cinque anni. L’ammontare delle singole sanzioni sarà indicato dall’Università Agraria tenendo conto del rispetto delle normative vigenti.


Articolo 36
Normativa vigente
Restano valide tutte le norme vigenti in materia di pascolo non contemplate in questo regolamento.